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Andrew V. Kudin
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23 . 11 . 2017   
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LA MANCIATA DI TERRA

LA SIMBOLICA DEI NOMI 
DISEGNI 


                                                                                Andrew. V. Kudin “ La manciata di terra”

 

romanzo, 272 p.

 

Genero : dramma storico

 

 

 

 

          Il romanzo di Andrew V. Kudin “ La manciata di terra” – è un’omaggio del rispetto a quei, che erano obbligati  ad abbandonare la terra natale e non  potevano tornare indietro. E’ un libro di quelli che passarono dolore e suffrimenti, ma conservarono la loro lingua , cultura e tradizioni del popolo.

 

         “... La Patria si voltò , ma loro vagando per i paesi ed i continenti, non si votavano dall’  Ucraina e ricordavano sempre del Paese di origine – dal primo all’ ultimo respiro. Morendo in imperscrutabilità, su terra incognita, sotto  cielo estraneo e  nuvole volanti all’inesistenza, pronunciavano le ultime parole nella lingua materna”.

 

         Il libro è alla base degli avvenimenti reali e i fatti storici. E’ un libro di che il passato non è in realtà il passato. Gli eventi degli anni passati entrano all’improvviso nella corrente della vita abituale. Viene un giorno quando dobbiamo rispondere alle domande : “ Chi sono? Di dove? Qual’è  la mia destinazione sulla terra?”

 

         “ Toni si alzò dalla tavola, si avvicinò alla finestra. Si è rotta qualcosa dentro, una pesantezza insopportabile con sapore amaro e un dolore spuntato deprimevano il petto. Toni sentì  l’ affanno, non gli bastava l’aria. Non poteva guardare negli occhi della madre.

 

-         Chi fu il padre di sangue?

 

         Domandò senza voltarsi.

 

-         Un’ucraino. Della famiglia degli emigrati, come me.

 

         Toni si voltò bruscamente.

 

 

-         Mamma, perchè  non hai mai parlato del passato della nostra famiglia? Dell’ Ucraina, ad esempio? Perchè non facevi caso che eravamo ucraini? E  dopotutto - che importanza c’è – chi siamo?

 

-         Così.. .- La madre impuntò, movendo le spalle con stanchezza. – Può darsi che siano troppo pesanti i ricordi dell’Ucraina. Non ci sono mai stata. Siamo nati tutti qui, in America. Qua è la nostra casa. La vita non era molto facile. Quando lavori dalla mattina alla sera, non hai tempo per ricordi. Tu hai finito il collegio, hai un lavoro prospettico nella compania  aerea... Ed io non potevo neanche sognare del collegio. Ricordo bene quei tempi, quando ci trattavano come la gente della qualità bassa quelli che arrivarono in America un po’ prima. Ringraziando a tuo nonno, mio padre, non  sapemmo che cosa era la miseria, ma lo capisco bene.

 

-         E la nonna? Tua mamma?

 

-         Morì, quando avevo tre anni. Il nonno stava male che non aveva potuto darmi un’istruzione. Diceva spesso che suo nipote avrebbe finito un collegio o un’ università. Così era successo. Lavoravamo noi tutti per permetterti studiare, e tu non volevi studiare.

 

-         No lo sapevo...

 

-         Non ti dico niente. Come molte famiglie degli emigrati, lavoravamo molto e passavamo poco tempo con i nostri figli. E’ il nostro errore. Lavorare per il bambino e quasi non vederlo per il lavoro...

 

         La madre tacque. Una lacrima poco visibile brillò negli occhi.

 

-         Mamma, ma io non ho niente in comune nè con gli emigrati, nè con gli ucraini. – Toni  scuotò la testa. – Sono americano. Per il duecento per cento! Sono nato in America e tu, mia mamma, anche tu sei nata qui!

 

         Un silenzio doloroso, pesante si installò nella camera. Due figure silenziose, - una vicino alla finestra, altra – a tavolo nel centro del salotto, come due statue per cui il tempo si fermò, come  le frecce dell’orologio accanto allo specchio coperto. Solo vicino alla foto c’era una candella accesa. La fiamma della candella si muoveva delle ventate quasi insensibili che entravano tra la finestra. O delle parole dette?

 

-         Mamma, perchè il nonno se ne andò?

 

-         Stavano malissimo, lì, in Ucraina. Tuo nonno era il filgio maggiore. Se ne andò primo mio nonno, in Argentina, a guadagnare dei soldi. Fra un anno mandò i soldi, con i quali la famiglia poteva venire da lui.Tua bisnonna vendò tutto, ma i soldi non bastavano lo stesso. Adesso è tutto semplice  - prendi l’ aereo e fra qualche oretta  l’ oceano passato. In quei tempi non c’erano ancora gli aerei, i piroscafi non erano molto veloci. Il cammino dall’Ucraina all’Argentina durava molte settimane, fu difficile e fu caro. Tua nonna disse a tutti i figli e a tuo nonno: “ Siamo quattro -  io , tu e le tue sorelle minori. I soldi per il viaggio bastano soltanto per  tre. Tu devi restare qua. Altrimenti moriamo tutti di fame. E così almeno qualcuno potrà salvarsi. Non so come vivrai, cosa mangerai. Il tuo compito è mantenerti  vivo finchè possiamo accumulare dei soldi per il tuo viaggio da noi.”  Loro partirono. Il nonno rimase. Fra due anni aprosimativamente i genitori gli mandarono i soldi e lui andò dalla famiglia.

 

         Dalla foto gli occhi del nonno guardarono a Toni

 

-         Mamma, quanti anni aveva il nonno, quando lo  lasciarono in Ucraina?

 

-         Un poco  più di dieci... undici non compiuti.

 

-         Come viveva questi due anni?

 

         Toni fu meravigliato.

 

 

-         Non  lo so. Il nonno non lo raccontava. Dicevano che lo salvarono i monaci della Laura Kievo-Pecherskaya. Il nonno, come lo ricordo, era una persona molto devota. Lui ripeteva che non si può scapparsi del proprio destino e  di sè stesso. Ricordo, quando mi trovavo nelle difficoltà, diceva : “ Non pentirti mai quando perdi qualcosa. Così è la vita – consiste delle perdite e delle trovate, ma ricorda per sempre – quello tuo non ti scappa. Fà tutto il tuo possibile e nel resto fa il destino”.

 

         Dopo una pausa la madre continuò.

 

-         Poi la famiglia si trasferì dall’Argentina negli Stati Uniti. Sono nata a New York, dopo ci trasferimmo al nord del Paese. Non avevamo l’abitudine di parlare del Paese di origine. Troppo duolo e troppe lacrime sono legati con Ucraina. Non so perchè il nonno voleva che tu ci ritornassi, ma lasciò  il testamento così... Sono lieta...

 

         Toni alzò le soppraciglia meravigliato.

 

-         Perchè?

 

         - Credevo che la relazione tra voi  fosse persa. Però, il testamento dice, che lui pensava a te e ti credeva.

 

         Toni pensava. Era strano. Il nonno non lo conosceva affatto. Quando il nonno dettava il testamento pensava solo a quello che lui, Toni,  aveva  la sua sangue?A Toni sembrò che il nonno lo guardasse. Adesso, in questo momento, in questa stanza.

 

-         Due anni, tra la vita e la morte,- Toni strofinò le tempie con  le punte delle dita,- davanti all’ icognita. Il nonno  poteva rimanerci per sempre. Dimmi, qualcuno sa di quel periodo della sua vita? A chi posso chiederlo?

 

-         Non ti racconta nessuno, - la madre scuotè la testa, - Tutti sono morti. C’è qualcosa lì, in Ucraina, quello che lo chiamava tutta la vita, fino a  ultimi minuti.

 

-         Mamma, di che cosa stai parlando?

 

         - Toni, ho paura.,- rabbrividierono le sue  spalle.- Ho il sentimento, che non sei tu chi parte per Ucraina, ma il nonno che  ci ritorna nel tuo corpo”.

 

 

         Gli eventi del libro passano negli Stati Uniti e in Ucraina. E’ un libro della collisione di concezione e diverse culture.

 

 

         “ Vera scuotè tristemente la testa.

 

-         Adesso staiparlando come tutti gli americani che conoscevo. Non gli importavano le tradizioni e le abitudini di diversi popoli,  una cosa più importante per loro – i soldi. Non avete altri dei.

 

         Toni  scoppiò.

 

 

-         E voi, ucraini? Non pensavi mai perchè Ucraina rimane un Paese così arretrato? E’ così perche avete paura di guardarsi negli occhi! Avete paura della verità , della vostra propria storia, anche  quello che era successo mille anni fa provoca una paura  superstiziosa....”

         La gente parla molto dei misteri delle piramidi eggitte, ma dimentica che la terra antica della Rus di Kiev conserva più misteri che la terra dei faraoni. E’ un libro di una delle più misteriose pagine della storia di Kiev e tutta la Rus.

 

         “... la ragazza camminava svelto verso l’ uscita degli arcihivi della chiesa, il posto dove stava l’ anziano.

 

 

         - Padre Ilarion, durante mille anni tratavano di dirompere la tomba del venerabile Antoniy, ma la sepoltura non era aperta. Nelle cronache antiche dicono, che ogni persona che osa   dirompere la tomba di Antoniy “ sarà castigato con il fuoco e soffrirà molto”!

 

         La ragazza tolse i capelli dalla fronte.

 

 

-         Dica, perchè e da chi fu distrutta “ La vita di venerabile Antoniy Pecherskiy”? Ho incontrato i riferimenti su questo testo, ma non c’è nè il manoscritto,  nè le sue copie. Chi ha distrutto? Quando? Perchè?

 

         Ilvecchio monaco scuotè tristemente la testa.

 

-         Non hai ragione. In paterico  Kievo-Pecherskiy c’è “ La vita di venerabile Antoniy Pecherskiy .

 

         Vera si voltò nervosamente. Le sembrò che fosse qualcuno nell’ archivio.

 

 

-         Padre Ilarion, in “ Paterico” c’è una piccolissima novella- legenda con un simile titolo, che assomiglia più una favola che biografia storica. Sto parlando del testo completo, dove c’è una menzione degli archivi...

 

 

         Il vecchio taceva.

 

-         Dica ,perchè Feodosio, l’allievo di venerabile Antoniy, fu il primo santo di Laura,  cui nome fu messo nelle sinodiche vescovali del 1108 , e non Antoniy – il fondatore del monastero? Padre Ilarion, ho tanti “ perchè”. Ma  più importante – perchè  soltanto per la tomba di Antoniy c’è questo divieto? Perchè non devono vedere i suoi resti anche mille anni passati?

 

         Il vecchio monaco non rispose. A Vera le sembrò di nuovo un rumore strano tra  la scaffallatura.

 

-         Padre Ilarion, Lei lo sa... Forse, lo sa.... Dica, che cosa c’è dentro la tomba?

 

 

         Il vecchio sospirò stancamente.

 

-         La risposta è sempre nascosta nella domanda. Se hai potuto formulare corretamente una domanda, sai trovare una risposta giusta. – Il vecchio pensò. – Ti già avvertivo – i conoscimenti possono essere pericolosi”.

 

         La corrente del tempo gira per una spirale, e a volte gli avvenimenti di tanti anni fa sembrano  più vicini dei recenti, di alcuni anni fa. Il vortice degli eventi di mille anni fa entra all’ improvviso nel giorno di oggi, e la sangue fresca cade sulla terra della città antica.

 

        “ Un monaco sconosciuto si alzò al suo incontro. Tranquillo, fisicamente forte,alto. Com’è strano. Vera pensava che conoscesse tutti.

 

-         Cosa desidera?

 

         La voce del monaco era fredda e impassibile.

 

-         Voglio vedere padre Ilarion.

 

         Vera cercò con gli occhi il vecchio, ma non c’era. Al tavolo dove stava padre Ilarion  di solito, stava  non si sa perchè  lo sconosciuto.

 

         Il monaco uscii  lentamente, si fremò davanti a Vera.

 

-         Padre Ilarion morì.

 

        

La ragazza fece un passo indietro. Aspettava tutto, ma questo  no.

 

-         Non può essere... Come? Quando?

 

-         Ieri. Aveva il cuore debole.

 

         Il monaco parlava tranquillamente. Troppo tranquillamente, come smbrò a Vera. Un’intonazione così  poteva avere o una persona indifferente, o chi guardava spesso negli occhi di Morte.

 

-         Com’è strano...Lo avevo visto ieri pomeriggio.

 

-         Lo sappiamo.

 

         Vera guardò timidamente agli occhi del monaco. C’era qualcosa ambigua in queste parole,e lei ebbe paura.

 

-         Quando sarà il funerale?

 

-         E’ già interrato.

 

-         Come?

 

         La ragazza si arretrò verso la porta. Lo sconosciuto rimaneva fermo.

 

-         Stanotte.

 

-         Perchè di notte?

 

-         Non è il primo che lavora in Laura Kievo-Pecherskaya,- lo sconosciuto parlava tranquillamente,- e devo saperlo, che il potere sovietico non permette interrare  al territorio di Laura, però ogni persona credente sogna essere seppelito in un posto santo. I monaci più meritevoli vengono interrati  in Laura di notte, e nel posto non c’è nessun segno, per non avere i confliti con il potere.

 

         Vera chinò gli occhi pensando.

 

-         Non potrei neanche portare i fiori sulla sua tomba...

 

-         Se vuole - metta i fiori presso le grotte Vicine.

 

         Vera apre la porta per uscire.

 

-         Lui voleva dirmi un cosa...

 

-         Vera. Così  si chiama?

 

-         Si... Ci conosciamo?

 

 

       Il monaco non rispose.

 

-         Se padre Ilarion fosse vivo, le direbbe,che  la gente troppo curiosa il Dio chiama  prima”.

 

 

         Questo è un libro della scelta, quando nella bilancia da  una parte ci sono i soldi, dall’altra parte – quella cosa che fa la differanza tra noi e gli animali. E della scelta che fa una persono dipende non solo la sua sorte,ma anche il destino di tutta la sua  famiglia.

 

         “ .... Toni guardava con dolore la foto. Quanto spesso succede così! Nella corrente dei giorni non trovi mai  tempo per parlare con i vivi, e poi, quando passano all’altra riva del fiume che ci divide, chiedi : “ Parli con me! Almeno un poco!Ho bisogno del tuo consiglio, del tuo aiuto!”

 

         E’ un libro dell’amore, di “....per vedere il riflesso vero di una donna, non bisogna guardare allo specchio, ma agli occhi dell’uomo.”

 

         Il romanzo “ La manciata di terra”  non è solo del passato di Ucraina, ma anche del futuro, di quello che il rinascimento del paese è possibile solo dopo quel momento, quando la gente comincia a rispettare a sè stessa, le sue radici, tradizioni e fede del suo popolo.

 

 

           Voltato con tutto il suo corpo verso la sorella, le guardò negli occhi.

 

 

-         Dimmi, cosa aspetta  a Ucraina?

 

-         O gli ucraini tornano alla fede dei padri, o il paese sarà cancellato della terra. Il terzo non c’è.

 

         -    Come   puoi  parlare  così tranquillamente su  questo?

 

         Si meravigliò Vasiliy.

 

-         A  Ucraina l’aspettano i tempi difficili, ma io credo nel futuro del nostro paese. Un monaco, con il quale m’incontrai per caso in una caverna, mi disse, che il nostro popolo passa i sette circoli dell’inferno e poi sarà portato alla luce.

 

 

-         Da dove viene questa sicurezza?

 

 

-         La sicurezza si basa al battesimo della Rus. Ricorda le vecchie cronache! Vladimir battezzò gli slavi con il fuoco e la spada. Risulta che la Rus non fu battezzata, ma  fu crocifissa!”

 

 

 

         In marzo 2004 escono due edizioni di questo libro – in russo ed in ucraino. Tutte e due sono simili, ma scritte così che sono due opere diverse. L’ autore  fece coscientemente questa differenza.

 

 

         Nella vesione in ucraino si fa un’accento grandissimo alla storia dell’Ucraina ( la versione ucraina ha  8 pagine in più ), ma nella versione in russo – alla modernità e ai rapporti tra le persone. L’epigrafe per la versione ucraina sono le rime di una superdotata poetessa ucraina  Nadezhda Stepula, la variante in russo esce senza l’epigrafe. E’ interessante , che l’ autore evita  la stessa traduzione del titolo del libro. La versione in ucraino  ha  il titolo “ La memoria di terra”, che secondo la opinione di Andew. V. Kudin,  esprime di più il senso, messo nel titolo della versione in russo “ La manciata di terra”.

 

 

 



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