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Andrew V. Kudin
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19 . 11 . 2017   
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USCITAUSCITA
IL PERO NERO

 

                                   Un romanzo del trama giallo “ Il pelo nero “.

     Edito a Kiev a gennaio del 1993 con la tiratura dei 25 000 esemplari.

 

 

      Del artilcolo di Alexei Onipko del romanzo di Andrew V. Kudin “ Il pelo nero”:

 

 

         “ Il romanzo  “ Il pelo nero” occupa un posto particolare tra  molte “ narrazioni documentali”<…>

         Il libro è molto avvicinato alla storia reale. E nello stesso momento è una narrazione artistica.  Il conoscimento profondo di questo tema permette al autore di ricostruire parola per parola gli episodi passati  senza testimoni.<…>

         Questo è un libro per la gente seria, che ha  da perdere qualcosa “oltre le  catene”.<…>

         Per leggere questo libro bisogna avere dei nervi forti. Vedrà come uccidono la gente. Vedrà come la torturano.Non è un naturalismo nudo. Viene inaspettatamente la comprensione – perchè succede così, che cosa si nasconde dietro la parte esteriore “dell’impresa”<…>.

         Il romanzo “ Il pelo nero” vivrà  più che il giorno presente. La criminalità organizzata – non è la nostra trovata e non è solo per oggi. L’autore superò la nozione di “ attualità”. Andrew V. Kudin tratò di mostrarci le basi più profonde di questa nozione, che , in generale , non dipende del regime esistente ...”

 

 

                                                                                Dal libro di Andrew V. Kudin “ il pelo nero”:

 

         “ Ci sono le persone – acqua e le persone – cristalli. L’umanita è simile ad un fiume. Un’acqua soave, dolce, diventa i blocchi  di ghaccio acuti,quando c’è dentro almeno un cristallo. Qualche giorno – e le superficie vastissime sono sotto il ghiaccio.

         Così è anche la gente. Guardi una folla mischia. Come un bozzo d’acqua, si scioglie per le vie della città. Centinaia dei colori formano un grigio. Una folla svacata diventa una  corrente potente, finalizzata solo quando ci sono dentro le persone – cristalli.

         Pensava qualcuno, sfogliando le pagine di storia, perchè   gli uni furono chiamati “ rossi”, gli altri  - “ bianchi”, terzi – “ marroni”? E’ soltanto il colore dei cristalli.”

 

         Nel romanzo “ Il pelo nero” ilracconto della criminalità organizzata è solo un pretesto per  guardare  nel mondo nascosto coscienziosamente degli occhi umani.

 

         “ Si può nascondersi della polizia – essa pensa con le gambe e non con la testa. E’ più difficile nascondersi degli enemici. Loro hanno i fondamenti più autorevoli per le ricerche. Ma dove si può nasondersi di quelle persone che ieri chiamasti amici? Conoscono bene tutte le vie di riserva.

         Separato dal mondo, Lesha  sceglieva convulsivamente i conoscenti di dieci o dodici anni fa. Stringendo le tempie con le mani, lui pensava intensivamente, rimanendo in una bussola  fumosa del treno  “ Leningrad    Rostov –na- Donu”.

         La mattina – un re, la sera – un povero. Che cosa gli aspettava davanti? Molti anni di odissea tra la gente sconosciuta, per la quale il suo nome non è altro che un suono? Gli anni della paura animale di esser riconosciuto, preso, acciaccato e ucciso?”

         “ – Perchè  sei andato con me? – Chania non riconobbe la sua voce. – Lo sai meglio di me – non eravamo mai amici e non li  saremo. L’unica cosa che ci inisce – i soldi. Tutto...

         Lord sorrise beffardamente:

 

 

 

-         Allora sai  essere sincero... A volte...

Continuò dopo:

-         Sei  merda. Non lo so, se sei  migliore o peggiore di me. Lì ,nello spiazzo, è  il coronamento  logico  della tua biografia. O  l’unizio dell tua carriera... Perchè sono andato con te? Siamo dello stesso pelo. Tu pensi  lo stesso, come me. Stai guardando  il mondo di quell’angolo della  cella che è preparata per me.  Tutta la gente separa  la griglia. Alcuni non la fanno caso. Altri si rompono la fronte ogni giorno. Stiamo vicino e non incontro. Mi spiego  nel modo chiaro?

-         Abbastanza.

Trattando di esser indifferente, lord  strofinò la sua  glabella con l’indice ed il pollice.

-         Sono andato con te per i soldi. Nel caso del successo, io faccio parte, ma  in generale, perchè mi annoiavo. La vita è un delirio, e se non ti  stimuli a volte,  puoi finire  con il delirium tremens ...”

 

 

            In questo libro è dimostrato il fatto che la sorte del popolo che sembra semplice e  piccino, si confonda insensibilmente  con quella di tutto lo  stato.

 

 

         “...  il 28 aprile 1986 il governo dell’ URSS riconobbe finalmente il fatto dello scoppio alla centrale nucleare di Chernobyl. Per le strade  di Chernobyl, Pripiat, Kiev  continuavano a giocare i bambini, la cui sorte era morire dalle malattie provocate dalla esplosione. Essi non entrano nei rendiconti, perchè non erano morti precisamente nel momento dello scoppio. Che cosa succede dopo, non interessava a nessuno nel 1986. Nello stesso momento, quando a Bucharest il regime procomunista di Chauschesku abrogò  le dimostrazioni del primo maggio, permutandole per i miting nei locali chiusi, quando nei paesi d’Europa i genitori non permettevano giocare al aperto ai bambini – a Kiev (  all’epicentro dell’esplosione non sono più di 100 km)  festeggiavano il Primo maggio con  una  pomposità particolare.

         Se ne frega alla salute degli schiavi. Ecco arrivano – felici, vicino alle tribune, dimenando i fiori.Che veda tutto il mondo come si respira facilmente da noi! Perchè deve pensare qualcuno che acqua, terra, cibo sono avvelenati? Il cammino dei poveri è il lavoro! Dedicato   alle idee del Ottobre! Dedicato al futuro prospero!”

 

         “ Sul calendario – l’inizio del 1987. La coscienza del popolo non è ancora sveglia. Il processo  irreversibile della rivisitazione dei valori è appena iniziato. Lo stipendio nei cooperativi non entrava nei limiti delle nozioni della persona sovietica, abituata dall’infanzia alla miserabilità e pensiero che tutto il male provviene dai ricchi. La polizia non si precipitava a diffendere i proprietari dai criminali, attuando secondo il convincimento : “ Il salvamento dei naufragi è l’opera degli stessi naufragi”. Nei discorsi quotidiani è entrata un’espressione “ reket”, che andava male per sentire, ma aveva dentro un guadagno abbastanza buono..Nelle prigioni si parlava soltano di questo. Naturalmente, non si voleva lavorare. Tutti volevano prendere il tributo, e per far questo bisognava unirsi nelle brigate. Nelle brigate ben organizzate. Diverse da quelle che c’erano prima.

         Una buona pistola e un coltello finlandese – sono convincenti nelle mani abili. Però, risultò, erano pochi. Per le imprese più serie bisognava aver anche il cervello.”

 

         “ La stupida gente sovietica credeva che domani fosse meglio che oggi, avendo dimenticato che tutta la storia del loro paese indica allo contrario – ieri era molto più bello che domani...”

 

         “ Sbaglia quello che  crede che la politica dello stato non si  intreccia con la politica degli strati - ombra della società. La politica minore rispecchia  logicamente tutto quello che succede sopra, come lo specchio nelle camera delle risate, dove ogni  minuteria prende le forme monche e grottesche...”

 

 

         Ecco un libro giallo scritto secondo tutte le leggi di questo genere. E nello stesso momento, è un libro  molto desueto, che fa pensare del senso della vita e del posto di ognuno di noi su questa terra.

 

 

         “ Quanto costa la vita umana? La vita non ha il prezzo. Non si può misurarla con i soldi, questo è stupido, vile, impossibile, finalmente! Questo pensiero  inculcavano a me, come a Chania,  dall’infanzia, ed io lo credevo. Purtroppo non credo adesso. Non credo, perchè ai tredici anni già sapevo, quanto costa rompere una  mano o una glabella, o una mascella, una testa....Il prezzo dipendeva dell’ordine e del risultato ( dove portavano la persona – a casa,  nell’ospedale, o nell’ rianimazione, nell’ obitorio).

         “ La vita non ha prezzo”.Qualche anno dopo, conoscendo già la nozione “ lavoro”, capii, perchè non poteva essere la verità, giacchè cosa era il lavoro? Che cosa è un orario lavorativo       fisso o non fisso ? Questa è una parte della vita, che noi vendiamo prendendo dei soldi, per poter passare l’altra parte della vita nel modo che ci piace. Se vendiamo  noi stessi, perchè credono amorale  il fatto, quando  ci si vendono gli altri?

         Ai mercati la gente vende tranquillamente le vite degli animali o degli ucelli. Invece, il fatto del commercio della vita umana produce  i sentimenti spiacevoli, perchè siamo ancora delle persone umane, e metterci al posto della persona venduta o uccisa è ancora più complicato che al posto dell’animale o dell’ucello, la cui carne mangiamo ogni giorno”.

 

 

         E’ un libro d’amore.

 

 

         “... qualcuno si avvicinò, toccando la spalla. Chania aprì lentamente gli occhi. Riguardò. I neri capelli sciolti cadevano sul seno  nudo. Gli occhi avevano la forma di mandorla. Le forme bistonde del corpo perfetto femminile.

-         Cosa vuoi, Rina?

         Il suo nome è Marina. La mano della donna  spacca le correnti dell’acqua gelide sopra la testa.

-         Ti raffreddi, ti ammali, muori... Che cosa facciamo senza te?

         La voce  è un’incarnazione di remissività, come  un frascheggio cheto dell’erba tra un campo immenso.

-         Vivrete. Come prima. Come tutti...

-         Cosa è “ come tutti”? Non esistono tutti. Ognuno vive la sua vita, e ognuno fa parte della vita dell’altro...”

 

 

        “ Oleg baciava teneramente i punti delle sue dita.

-         Chi sono io per te ?

 La ragazza lo guardò  attentamente, dal capo ai piedi ,pensando.

-         Sei una parte della mia vita. Sai, quando mi hai lasiato, io non potevo tranquilizzarmi. Cercavo di dimenticare, cancellare tutto, legato con te. Poi ho capito che era stupido. Il passato non si può cambiare ed io ti ringrazio per la tua esistenza nel mio passato.

-         Il passato si può ritornare.

La sua mano scivolò per le sue cosce. La ragazza lo fermò soavemente. A volte, il presente  assomoglia il passato, ma adesso non lo voglio più. E’ cambiato molto negli ultimi anni...”

 

          E’ un libro della scelta, che bisogna fare a un certo incrocio della tua vita. E di questa scelta dipende  il destino non solo di quella persona che sceglie, ma anche di tutti che la circondano.

 

 

         “ – Che sai di me e come puoi giudicarmi? Si, io non vivo secondo le leggi del paese nel quale sono nato e sono cresciuto, ma non sono un malvivente. Come non vedi tu,che non  è possibile vivere secondo le leggi di questo paese?  Una legge contradice all’ altra, altra – alla terza, la terza  non ha assolutamente il senso. Però, hanno una cosa comune- tutte sono diritte a  conventrizzare il minimo individualismo nella persona. Soltanto per quello che respiriamo, già possiamo andare in galera – il motivo si può trovare sempre. Essere una personalità- ecco un delitto più grave in questa società...

         Lo so – ci sono nel mondo paesi migliori e peggiori, ma io non avevo la possibilità di sceglire il paese per nascere. Lo vogliamo o no, ma siamo una parte di questa terra, ma non voglio essere una parte di questa società. Perciò feci il mio proprio mondo e vivo secondo le mie leggi,  che sono più giuste”.

 

 

         “ Da bambino, soprattutto negli anni di scuola, ognuno aveva dei conflitti e le risse da bambini. Alcuni li avevano raramente, altri molte volte al giorno. Facevamo male agli altri e gli altri  ci facevano male. L’interazione di questi due tipi del dolore formava il nostro carattere, i rapporti con il mondo e con se stesso...”

 

 

         “ E’ immanente alla gente -  rinunciare del benessere reale in onore del benessere illusorio. Noi tutti cerchiamo quello, che purtroppo, non è possibile ritrovare.Può darsi , sia collegato in che il senso dell’esistenza non consiste nell’ottenimento, ma nella volontà, nel movimento per la strada scelta una volta?”

 

 

    

 

 

        

 

 

 




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