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Andrew V. Kudin
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19 . 11 . 2017   
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USCITAUSCITA
BIOGRAFIA

 

         La vita di ogni persona si può raccontare in diversi modi. In altre parole- ogni persona può avere alcune biografie, completamente diverse, parecchio distinte, ma tutte rappresentanti la realtà.

         Mi pare, mettere tutto in una biografia è stupido. La Vita assomiglia un cristallo, e sarebbe meglio raccontare delle diverse sfaccettature di questo cristallo, guardandolo dai lati diversi .

         Allora...

         Da dove devo iniziare il racconto? Forse, sarà giusto raccontare prima di me stesso con le mie proprie parole, e poi passare a quello che chiamano le biografie ufficiali.

 

         I. Breve autobiografia.

         Dopo i 9 mesi della permanenza nelle condizioni di comfort, io decisi di guardare com’era la pianeta di Terra.

         Il 23 agosto del 1965  all’una dopo il mezzogiorno uscii alla libertà.

         L’ospedale di maternità si trovava nel centro di Kiev, vicino all’edificio rosso dell’università, a destra , se stare con la faccia verso l’universtà e con  la schiena verso il monumento a Taras Schevchenko.

         Faceva bel tempo, c’era il sole, era  la domenica. Subito dopo la mia aparizione, si arrabatarono molti zii e zie nei vestiti bianchi. Tutti loro erano preoccupati per il motivo – perchè io non piangevo? Io, al mio turno, non potevo capire – perchè dovevo piangere? Il mondo che vidi mi piacque in generale.         

         Qualche giorno dopo mi avviluparono nei pannolini puliti, poi nella coperta e mi portarono fuori con molta solennità.

         Il mio primo viaggio non fu molto lungo. Mi portarono nell’appartamento che si trovava in via Pushkinskaya. In questo appartamento io vissi il mio primo anno di vita. Nel 1966 la mia Famiglia si trasferì nell’ appartamento più spazioso in via Karla Marxa.( ora è via architetto Gorodetskiy). Insieme a me nell’appaartamento nuovo si trasferirono i miei genitori e mio fratello maggiore-  Alexandr.

         Il fratello studiava, i genitori lavoravano.

         La mamma – Kirichenko Galina Andronovna insegnava  lingue straniere. Il padre – Kudin Viacheslav Aleksandrovich insegnava storia della cultura, etica ed estetica. 

         Nell’appartamento c’erano sempre molti libri - in diverse copertine e in diverse lingue. I libri c’erano dapertutto – negli scaffali, negli armadi, in tutti i posti inaspettati del nostro appartamento. Tutti che venivano a casa nostra si meravigliavano della quantità dei libri. Però, di che cosa  meravigliarsi? I miei genitori si conobbero in biblioteca.

         Dopo che io fu cresciuto un poco, tratarono di porarmi nell’asilo nido.

         Il tentativo non fu successivo. L’asilo nido non mi piacque, ed io non volli andarci più. Ricordo – fa buio, è l’inverno, fa freddo... Mi svegliano e mi vestono mezzoaddormentato. Ho sonno, ma continuano a  vestirmi  lo stesso e mi portanto fuori, dove fa freddo. Poi , sono  in una camera, piena dei bambini piangenti. I genitori se ne vanno. Restano i vigili nel bianco. Una parola - è la prigione.

         Nei primi minuti della mia permanenza nell’asilo nido, capii, che era l’ora di iniziare uno sciopero. Nel mio lessico di quei tempi non c’era questa parola,ma l’ idea mi sembrò così naturale, che stavo sul pavimento senza mangiare fino all’aparizione dei genitori.In un certo senso, era uno sciopero della fame. I genitori ed i educatori pensavano che  questo passasse, ma lo stesso ripetè  il prossimo giorno e il prossimo... Fino a quel momento quando i miei genitori furono convinti che il mio odio alle pareti aliene era serio e per sempre.Dovevo passare alcuni scandali, ma ho ricevuto, quello che volevo – non andavo più al giardino d’infanzia.

         Fino ai 7 anni non mi disturbavano più.

         Grazie al  giardino d’infanzia, io odiai  i regimi totalitari, e tutto che deprime la libertà dell’uomo.

         I genitori andavano a lavorare, io rimanevo da solo – stavo in casa o passeggiavo nel giardino vicino alla fontana davanti al teatro di Franco. Prendendo in considerazione la mia età,  questo gesto dei miei genitori era abbastanza corragioso. Non tutti i genitori lasciano passeggiare un bambino di  quattro anni.

         Nell’ infanzia possedevo tanta libertà, che non aveva nessuno dei miei coetanei, che giocavano vicino a casa nostra. E’ questo sentimento meraviglioso, ubbriacante si conserva dentro per tutta la mia vita.

         All’età di 4 anni imparai a leggere liberamente. Nella famiglia si parlava l’ucraino, ma la maggior parte dei libri erano nel russo, così io cominciai a leggere in due lingue quasi nello stesso tempo.

         All’ età di 5 anni mi insegnarono a nuotare. La metodica del padre era abbastanza facile – il bambino lo mettevano nell’acqua e l’ estraevano quando iniziava ad affogarsi, e così via... Fino a quel momento quando il bambino si manteneva già sull’acqua.

         All’ eta di 7 anni mi portarono a scuola 117 di Kiev, che si trovava in una via vicinale. Dicono che in quei tempi era una delle migliori scuole della città di Kiev, nella quale erano più insegnanti buoni che mali. Forse, avevo fortuna. Posso dire  - la scuola non mi piaceva, e io respirai con alleviamento, dopo  10 anni.

         Le cause principali del mio disamore alla scuola erano due – prima, la scuola mi ricordava le regole di carcere del giardino d’infanzia, seconda,c’era troppa falsità. Ad esempio ci obbligavano ad odiare il capitalismo ed  a pregare alla bandiera rossa. Ma così era in tutto il paese.

         Dopo la scuola nel1982 mi sono iscritto all’ università, studiavo in quell’edificio rosso, vicino al quale sono nato,e di quale avevo i ricordi più calorosi.

         Adesso a Kiev puoi trovare un’università ad ogni passo, ma nel1982 c’era una sola e studiare lì era molto prestigioso. Insegavano dei professori migliori di tutta l’Ucraina, e diventare uno studente dell’unica università della città non era un’ impresa facile.

         Dopo il primo anno degli studi dovevo fare il servizio militare. Di solito questo non tocca agli studenti, ma io “ avevo fortuna”. All’inizio degli anni 80, l’ URSS faceva la guerra in Afganistan, e non gli bastavano i soldati. In altro modo, all’inizio degli 80 del secolo scorso prendevano a fare il servizio militare tutti o quasi tutti. I politici tratavano di calmare il popolo e lo spiegavano con la mancanza degli uomini dell’età  invocativa e con un furbo buco demografico, apparso per un motivo sconosciuto per tutti.

         Non ho fatto caso quando ero già  nel distretto militare di Caucaso del nord.

         Il servizio militare mi fece un ‘ impressione deplorevole, ma più allegra che il giardino d’infanzia.. Almeno, tutto era capito e  semplice. Rispettavano la forza fisica, ed io non ero mai debole.Dall’infanzia non mi piaceva esser dominato, e mi misero a comandare un gruppo, poi la compagnia. Venuto come un soldato, uscii come un capopezzo in autunno 1985.

         Durante 2 anni della mia assenza la facoltà di filosofia era cambiata.La quantità degli studenti aumentò tre volte,molti erano di periferia, che non capirono fino ad adesso a che cosa gli serviva la filosofia.

         Tornato dal servizio militare, andai nello stesso edificio rosso,  4 anni erano dedicati agli studi, generalmente.

         La borsa di studio non mi bastava, ma non volevo prendere i soldi dai genitori, ed io facevo qualche lavoretto. Facevo un manovale, poi un giornalista e un’allenatore.

         Ma la mia occupazione principale erano gli studi. Quando era il tempo di scegliere la specializzazione, io presi la storia della religione. Questa materia mi attraeva molto.

         La cattedra non era troppo grande. Lavoravano le persone allegre e sensate, lo stesso non si può dire  degli insegnanti della cattedra “della scienza del communismo”. In quel periodo mi piacque passare il tempo negli archivi e capii che, se vuoi sapere il tuo futuro, impara a guardare il tuo passato.

         In primavera 1989 mi sono laureato, e sono andato a lavorare all’ istituto pedagogico di Dragomanov.

         L’istituto pedagogico, per fortuna,  non si trovava lontano da casa mia .Era facile arrivare al lavoro. Il collettivo alla cattedra di filosofia non  era  cattivo,in generale. Ma dovevo compilare un sacco dei documenti e fare le lezioni secondo il vecchio programma, fondato alla base del marxismo- leninismo. Trattavo, quanto potevo, di uscire dal programma che provocava la noia agli studenti. La direzione del istituto a volte mi tornava “ al cammino giusto” e mi raccomandava di fare le lezioni secondo il programma venuto” da sopra”, e senza alcuna libertà.

         Lavoravo all’ isituto pedagogico solo un’anno, dopo passai all’ istituto dell’educazione fisica, a funzione dell’insegnante maggiore alla cattedra  delle lotte.

         Avendo creato presso la cattedra una sezione delle lotte orientali WU SHU, in primavera 1991, uscii al cammino libero.

         Dopo il 1991, cambiavo parecchie volte lavori e professioni. Ma facendo qualsiasi cosa cercavo sempre di vivere vivacemente, interessante, intensamente. Se dividere la mia vita seguente nelle sezioni, sarebbero le sezioni più grandi tali come “ business”, “ sport”, ”letteratura” ( in questa sezione entrano anche tutto collegato con la parola  “ scienza”),   “politica”...

         C’è una parte ancora della mia vita della quale chiedono i giornalisti. E’ la mia Famiglia e la mia vita privata.

         Di solito, trato di evitare le discussioni su questo tema, perchè, secondo me, ogni persona deve avere qualcosa personale, che non si mette davanti a tutti. La mia Famiglia è il mio Tempio, quello che riempisce  del senso tutta la mia esistenza. Per i curiosi e per i passanti non c’è posto nel mio Tempio. Penso che  ognuno che abbia la famiglia , mi possa  capire.

 

 

 

         II. Business

         Richard Vagner una volta disse: “ I denari sono la libertà”. Altro tedesco grande – Erich Maria Remark aggiunse: “I denari sono la libertà  forgiata dell’oro”.

         Alcunimiei conoscenti credono che io sia un businessman, e abbastanza fortunato.

         I soldi per me servono per sentirsi libero e independente in questo mondo, per realizzarsi massimalmente in questa terra.Pero i soldi mùnonerano mai lo scopo principale, e le mie possibilità finanziarie non facevano a tempo con i miei sogni, desideri... Forse per questo non riuscivo ad accumulare qualcosa per  una vecchiaia tranquilla, come facevano i miei coetanei.

         Delle mie atività durante gli studi avevo già detto. Tutto non era stabile. Il posto più costante era quello del giornalista nel giornale “ Vecherniy Kiev” . Durante un mezz’anno io avevo una colonnetta in questo giornale. Una volta per la settimana, usciva un mio articolo della televisione o dell’arte cinematografico.

         Degli istituti avevo già detto alcune parole, ma questo  lavoro non era un business.

         Insegnando le mattine negli istituti, le sere facevo l’allenatore nella società sportiva “Dinamo”. Prima conducevo la sezione di WU SHU, dopo io con gli aderenti creammo una scuola sportiva di WU SHU.

         Gli anni successivi dovevo vagare in lotta per le banconote per diverse strutture commerciali e come il risultato diventai un manager abbastanza buono.

         Nel periodo da 1992 a 1995 ero il presidente del consiglio dei direttori di “ Prima compagnia internazionale di assicurazioni” Durante tre  anni non completi, avevo solo i terremoti locali. Imparavamo a fare il business, litigavamo, facevamo pace, commettevamo gli errori e li correggevamo. Andavamo avanti per caso, come tutto il paese, che iniziò il trasferimento dal socialismo al capitalismo, proprio quello che ci imparavano a odiarlo da bambini, nel periodo del “ socialismo sviluppato”.

         Nel 1995 dopo la riorganizzazione della compagnia di assicurazioni, io iniziò il lavoro di vice- presidente della compagnia aerea “ Vita” e ci lavoravo fino a 2003 con alcuni intrevalli.

         Nel 1995  presentai la mia dissertazione all’istituto di filosofia. La mia dissertazione non entra nella sezione “ business”, ma secondo la cronologia decisi di raccontarlo qua. La dissertazione io preparavo alcuni anni ed era come una linea totale del lavoro fatto.

         In maggio del 2001 mi invitarono a lavorare nel Centro commerciale di Pechersk. All’inizio come il vice- presidente della Direzione, dopo ( dal giugno 2001) come il Presidente della direzione. In aprile 2003 era scaduto il contratto, ed io uscii del commercio,convinto in che io ed il commercio non avevamo nulla in comune.

         Dopo il aprile 2003 ero il consultante ed il manager in alcuni progetti commerciali, aiutavo gli amici, svolgevo il lavoro scientifico, occupavo il posto del capo di cattedra di sociologia nell’istututo delle relazioni sociali e culturali di  Kiev.

         Il business com’è – è una cosa molto interessante, ma se io avessi molti soldi, non spenderei mai la mia vita per questo.

  

Dall’ intervista di Andrew V. Kudin al settimanale ucraino

 “ Galitskie kontrakti” in novembre 2000: 

         “ Naturalmente, un grande lavoro sociale  e il modo di vita , chiedono i mezzi. Come il socio di alcune imprese, Andrew V. Kudin partecipa nel suo lavoro in diverse qualità – dal esperto al planning-manager e  il vice - presidente. Elabora i progetti- business per le strutture commerciali, alla base della propria esperienza, sia imprenditoriale che vitale.

 

-         Dica, la filosofia orientale ha l’influenza alla coscienza del businessman? L’ Oriente è associabile con  teoresi, rassegnazione...

 

-         Non è proprio così. Nessuna delle filosofie orientali fa propaganda di teoresi, rassegnazione. Purtroppo, la maggior parte dei businessman fanno i soldi o per il desiderio di averne di  più possibile o per corrispondere ad  un’immagine della persona fortunata. Questi desideri sono molto forti e a volte fanno tutto il mondo interno di quelle persone. I soldi per loro – è un valore assoluto, una misura del successo, del proprio apprezzamento.

 

         La ricchezza,  il riconoscimento, i valori materiali – sono per loro un cosa abbastanza fatua. Se una persona durante la vita vede solo questo, mette tutto sui valori materiali, la perdita di tutto  porta alla crisi, fino al suicidio.

 

         Sono più disposto ad analizzare i soldi come un modo per arrivare alla meta, che non stanno allo spazio dei valori materiali. La comprensività “ orientale “ del mondo aiuta a vedere il mondo più profondamente, trovare i valori eterni che non dipendono dagli ostacoli. Se avere davanti  una meta, i soldi sono soltanto un mezzo per arrivarci.. E non sempre è  l’unico. Allora, se c’è qualche momento  sfavorevole per i soldi, la meta rimane per sempre la meta, e i modi per arrivarci si trovano sempre.

 

-         Cioè, al contrario del detto popolare ” non dire di no”, afferma che la sacca non le minaccia?

 

-         La  sacca minaccia a ciascuno. Nessuno può dare le garanzie. Ma voglio dire che se una persona ha qualcosa più alta che i valori materiali, fra qualche tempo potrà ottenere dalla vita tutto ciò che vuole.

 

 

         Il libro di  Kudin “ Come spravvivere nella prigione”, si può considerare un progetto successivo del editore. Le due tirature sono sciolte in due mesi senza i resti, si fanno le trattative delle nuove edizioni. Nel momento presente Andrew partecipa nei progetti -  internet. Prepara le trassmissioni per la radio “ Svoboda”. Scrive i piani – business per le sue imprese e per altre...”

 

         III. Sport

         Iniziai a  praticare lo sport  negli anni di scuola. Avendone provati alcuni – come scacchi, pugilato, lotta sambo e lotte orientali, mi fermai alle ultime. Guardandomi dietro, vedo che tutte le cose  che  facevo nella mia vita  si integrano. Gli scacchi imparano a  pensare correttamente, le lotte - a  realizzare i pensieri degli scacchi in una  battaglia  reale con un’enemico reale che vuole mandarti in un  knock- out nel senso diretto e non fugurale.

         Studiavo le lotte cinesi WU SHU dai maestri migliori, che praticavano in quei tempi in Ucraina e in Russia, e dopo finire il corso del cinese, partii a perfezionare la maestria per la patria di WU SHU – in Cina. Passai un corso formatorio delle lotte presso un monastero di Shaolin, ero un membro d’onore dell’ Associazione U Chan Si della provincia Cheilutsian .

         Tra i miei allievi – campioni del primo e l’ultimo campionato per i giovani dell’ URSS, passato in Turcmenistan, prima della dissociazione.

         I conoscimenti della filosofia e della religione dell’Oriente mi aiutarono negli studi e la comprensione delle lotte  orientali.

         Come avevo già scritto, nel 1990  mi invitarono all’istituto dell’educazione fisica, alla cattedra delle lotte, dove fu creata la sezione delle lotte orientali  WU SHU ed io ero il più giovane insegnante  maggiore che lavorava negli istituti dell’Ucraina.

         In primavera 1991 lasciai il lavoro dell’allenatore. Ricevetti la possibilità di praticare lo sport non per guadagnare, ma per la soddisfazione.

         Lo sport – è una parte indivisible della mia vita. Sono convinto che  non c’è un modo migliore per il rilassamento che un’allenamento alla palestra o allo stadio.

 

 

        IV. Politica

        Incontro spesso  la gente, che crede che non abbia nessuna relazione con la politica. Forse, loro stessi non hanno la relazione con la politica, ma la politica ha sempre un relazione diretta.

        Io personalmente non ero mai  indifferente alla società  e al paese dove vivo. Trattavo di fare meglio l’ ambiente che mi circondava, e per questo io, come mio padre , partecipavo nella vita politica e sociale del paese.

         Andrew V.Kudin si presentava parecchie volte con gli articoli critici nella stampa. Qualche tempo dirigeva l’edizione -  internet “ Lo sguardo all’Ucraina”, partecipava nei programmi della radio “ Svoboda” e “ Narodnaya Volna” ( Stati Uniti) dove  New york – Kiev.

                                                               Dall’ intervista al giornale “ Tovarisch” in luglio 2000:

         “ ... si può cambiare tutto, ma per questo non devi farti uno schiavo silenzioso. Molti non parlano , perchè hanno paura per i parenti, i famigliari, perchè non credono già da molto tempo nè alla giustizia, nè alle favole dello stato del  diritto “ democratico”. Ma se continuaremo a nasconderci negli angoli non si cambia nulla e Ucraina diventa uno stato totalitario nella forma più  monca e crudele. E’ supido aspettare un’aiuto da fuori. Dipende solo da noi  stessi, come sarà lo stato nel quale vivremo.”

         Nel 2001 Il Fondo assistenziaze a memoria di Oleksa Tichiy insignì Andrew V. Kudin del Diploma per il libro “ Come sopravvivere nella prigione” e la attività alla diffesa del diritto dell’uomo in Ucraina.

         Nel 2002 fu eletto deputato della Regione di Pechersk di Kiev. Il distritto dove fu eletto Andrew V. Kudin, lo credevano procommunista, ma Andrew non lo era e vinse. In realtà, come un deputato della regione di Pechersk lavora nella comissione del controllo della legge  nella capitale.

         Nel 2002 il sindaco isignì del Diploma onorifico e  un’ orologio nominativo.

         A volte, quando mi sento triste, mi siedo su una banchina e guardo giocare i bambini, nella pizzetta al centro di Kiev. Non conosco questi bambini, ed i bambini non sanno chi ha costruito questa  zona - baby. Questo non è importante. L’importante che sono riuscito a fare qualcuno non molto, ma  almeno un poco, più felice.

 

         V. Letteratura, filosofia, religione.

         Di tutti i settori questo per me è il più importante.Sogno il tempo quando potrò rimandare tutto e dedicarmi completamente alla letteratura, scienza, Famiglia....

         Quando mi siedo e inizio a scrivere – sento come mi aproffondo in altri mondi. Io sento le voci degli eroi, vedo gli eventi, dei quali scrivo. Vedo tutto così chiaramente, che a volte diventa difficile riconoscere quale è  più reale – quello che vedo mentre scrivo o quello che mi circonda nella vita.

         La letteratura è un ponte per l’anima verso altri mondi, così reali, come quello dove sta il corpo. Il movimento per questo ponte assomiglia la meditazione. Per me non ci sono i momenti più belli di quei, quando posso scrivere, immergendomi più profondamente con ogni parola scritta, in un trans...

         I miei sentimenti si aguzzano, diventando più acuti dei pezzi del ghiaccio e del vetro...

         Vedo i mondi meravigliosi. Lì dentro, posso essere me stesso, nella vita quotidiana è più difficile. Solo in questi mondi,  nelle altre esistenze posso essere veramente felice.

         Vuole sapere come sono io ? E’ facilissimo. Il mio mondo e me stesso c’è  in quello che ho scritto. Mi ha visto chi  ha letto i miei libri.

 

 

 




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